
“Startup e finanziamenti: come orientarsi” è la quarta puntata del podcast dell’Avvocato delle Startup, “La Guida alle regole dell’innovazione“. In questa puntata parleremo di come districarsi tra finanza agevolata e finanza classica, della ricerca dei finanziamenti e di quali sono gli strumenti finanziari a disposizione degli startupper, compresi i finanziamenti europei.
L’ottenimento di finanziamenti rappresenta un passaggio cruciale per la nascita e lo sviluppo di startup e PMI, soprattutto per quelle innovative che si caratterizzano per elevati costi di avvio e un fabbisogno di risorse considerevole per la messa a punto di prodotti o servizi. Tuttavia, il panorama del finanziamento d’impresa si presenta complesso e articolato, spesso disorientando gli imprenditori alle prese con la ricerca di capitali. La comprensione delle differenze tra finanza classica e finanza agevolata, unita a una strategia oculata e a una pianificazione accurata, permette alle nuove imprese di accedere alle risorse economiche necessarie per realizzare i propri progetti di sviluppo e aumentare le proprie possibilità di successo. L’imprenditore che si affaccia per la prima volta in questo campo (minato) non può permettersi il lusso di essere impreparato o naive. L’accesso alla finanza classica, che viene dato per scontato e necessario, può infatti risultare oneroso e complesso per le startup e le PMI, spesso prive di un adeguato storico creditizio o di garanzie sufficienti. Al contrario, la finanza agevolata offre condizioni più vantaggiose, ma richiede la presentazione di progetti solidi e ben strutturati, che rispondano ai criteri stabiliti dai bandi o dai programmi di finanziamento.
L’IMPORTANZA DEL CONSULENTE
La complessità del panorama finanziario e le numerose variabili in gioco rendono fondamentale il ricorso a consulenza professionale qualificata.
Per districarsi nel panorama complesso degli strumenti finanziari a disposizione, le startup e le PMI possono avvalersi di diverse risorse. Gli sportelli informativi e servizi di assistenza tecnica, forniti da enti pubblici e associazioni di categoria, costituiscono il level entry. Offrono supporto di carattere tecnico e burocratico a volte nella ricerca di finanziamenti e nella predisposizione delle domande. È importante conoscerli e sapervi fare affidamento.
Incubatori e acceleratori d’impresa sono invece realtà che possono interessare startup un po’ più mature, con una personalità propria chiara e definita. Propongono programmi di mentorship e accompagnamento, facilitando l’accesso al capitale e la creazione di reti di contatti. Avere una connotazione è in questo caso fondamentale per una startup, perché le permette di distinguersi nel mare magno delle società in cerca di incubazione.
Infine i professionisti finanziari, consulenti e professionisti esperti in finanza d’impresa possono fornire una guida preziosa nella scelta degli strumenti più adatti alle esigenze specifiche di ogni realtà imprenditoriale. Con il crescere della startup, un esperto in materia di finanziamenti d’impresa diventa decisivo per supportare un imprenditore nella valutazione delle diverse opzioni, nell’identificazione degli strumenti più adatti alle sue esigenze e nella predisposizione delle domande di accesso ai finanziamenti.
DOVE TROVARE LA QUARTA PUNTATA
Potete trovare la quarta puntata del podcast dell’Avvocato delle Startup, “La Guida alle regole dell’innovazione” sulle principali piattaforme. Eccole:
Quella che state per leggere è una chiacchierata tra l’Avvocato Cristina Crupi e l’imprenditore digitale Mario Moroni.
L’abbiamo divisa in quattro brevi capitoli per semplicità di comprensione degli argomenti trattati.
Buona lettura!
FINANZIAMENTI PER STARTUP E PMI
Cristina Crupi: Eccoci a parlare di un argomento molto sensibile. Per una startup o una PMI la ricerca di finanziamenti è un passaggio tanto necessario quanto complicato. Le nuove imprese innovative hanno un costo di avviamento notevole e per mettere a punto lo sviluppo di un prodotto o di un servizio hanno bisogno di risorse economiche considerevoli. È complicato perché ci si scontra con la difficoltà enorme di reperire fonti di finanziamento, nel ginepraio degli strumenti finanziari a disposizione sul mercato.
Mario Moroni: Sembra incompatibile essere startupper e orientarsi tra i bandi europei, nazionali, regionali, tra fondi a gestione diretta o indiretta, tra finanza agevolata, contributi a fondo perduto, contributi in conto interessi, finanziamenti a tasso agevolato. Un caos che inizia già dalla ricerca!
Cristina Crupi: Non è per nulla facile cercare i bandi ai quali partecipare e lo è ancora meno capire i termini e le procedure di accesso. Se da un lato, è vero che ormai c’è tanta finanza messa a disposizione per le imprese, dall’altro, è molto complesso intercettarla!
FINANZA CLASSICA E AGEVOLATA
Mario Moroni: E allora proviamo a fare un po’ di ordine e cerchiamo di comprendere la sua architettura per riuscire a orientarci meglio nel labirinto della finanza.
Cristina Crupi: La prima macro differenza da fare è tra finanza classica e agevolata. La prima è fatta da strumenti tradizionali, quelli generalmente offerti dagli istituti di credito come prestiti, mutui o finanziamenti a tassi più o meno convenienti, sempre a fronte di una garanzia patrimoniale. La seconda invece riguarda gli strumenti finanziari e fiscali messi a disposizione dal legislatore – nazionale o europeo – per favorire nuovi progetti di sviluppo e di investimento delle imprese. Sono i finanziamenti a fondo perduto, quelli agevolati, i finanziamenti in conto interessi, oppure i cosiddetti bonus o le agevolazioni fiscali (cioè crediti d’imposta e agevolazioni per deduzioni e detrazioni di imposta).
Mario Moroni: Tanti strumenti diversi, come si fa a scegliere quello più indicato per le proprie esigenze?
Cristina Crupi: Sono molto differenti tra di loro: per esempio i finanziamenti a fondo perduto permettono di ottenere il contributo senza dover restituire nulla. Queste agevolazioni però non sono però così frequenti. È più facile che un bando presenti una percentuale di copertura di spese a fondo perduto che va dal 40% all’80%. I finanziamenti agevolati sono la tipologia di incentivo più usata e permettono di ottenere un contributo o un finanziamento che prevede il pagamento di un interesse, solitamente dello 0,5%, o comunque molto inferiore a quello di mercato. Esiste anche l’incentivo erogato in conto interessi, è un contributo che copre solamente gli interessi che un’azienda paga su un mutuo o su un prestito. Infine ci sono agevolazioni concesse sotto forma di bonus o di credito di imposta.
VANTAGGI E SVANTAGGI
Mario Moroni: Quali sono i pro e i contro della finanza classica?
Cristina Crupi: Il pro è la facilità con la quale si può trovare il credito: ogni banca offre prodotti di questo genere, però molte volte i prodotti finanziari messi a disposizione richiedono la concessione di garanzie reali, ovvero il credito è garantito dal patrimonio del debitore. E questo è il più importante contro. Infatti, rende praticamente impossibile applicare la procedura del fallimento facile, prevista dalla policy normativa per le startup, qualora il responso dal mercato fosse negativo e quindi si decidesse di cessare l’attività dell’impresa.
Mario Moroni: Quali sono invece i vantaggi della finanza agevolata?
Cristina Crupi: È una finanza dedicata alle startup innovative, che arriva da call specifiche indette da grandi aziende, incubatori, fondazioni, gruppi industriali, oppure da bandi europei, nazionali e regionali e soprattutto non richiede garanzie reali
Mario Moroni: I programmi comunitari sono interessanti per startup e PMI innovative…
Cristina Crupi: Interessantissimi. Prima con la programmazione comunitaria 20-20 e adesso con la programmazione 2021-2027, nonché con Next Generation, PNRR, InvestEu, programmi come Eic Accelerator e altro ancora, l’Europa ha fissato specifiche priorità di investimento nei settori considerati strategici per l’Europa.
QUALCHE CONSIGLIO PRATICO
Mario Moroni: Concludiamo questo spaccato sui finanziamenti per startup e pmi innovative con qualche consiglio…
Cristina Crupi: Consiglio alle startup di guardare ai finanziamenti europei, perché se da un lato sono più complessi, dall’altro, danno molta soddisfazione in termini economici. Consiglio di cercare il bando giusto per cluster e sui canali ufficiali, come la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, le piattaforme della commissione europea eccetera…
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